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Tutela della sicurezza : quando la formazione dei datori di lavoro?

Come sarebbe la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro se tutti i datori fossero correttamente informati sui propri obblighi giuridici.

Quale sarebbero gli effetti di una campagna di formazione dei datori di lavoro almeno pari a quella obbligatoria dei propri dipendenti?
Avremmo comunque tutti questi infortuni, tutte queste vittime o qualcosa potrebbe cambiare?
A chi giova un datore di lavoro privo di ogni consapevolezza dei propri obblighi ed estraneo ad ogni processo formativo?

Ci si sofferma sempre, soprattutto in occasione di celebrazioni importanti quali la Giornata mondiale della sicurezza , sui risultati raggiunti nel nostro Paese nel corso degli ultimi anni, in materia di tutela della salute sul lavoro e sul numero delle vittime che purtroppo registriamo.

Un elemento di sicuro apprezzamento è lo sforzo istituzionale messo in campo per abbattere o almeno ridurre i numero delle vittime di infortuni gravi o mortali.

Non mancano gli spunti di riflessione per fare sempre meglio , con l’auspicio che il mercato del lavoro nel nostro Paese sia in grato di garantire, se non un’ adeguata retribuzione , almeno un’ adeguata protezione .

C’è un elemento però che, in tutto questo, stona:

il numero delle vittime da infortunio grave è ancora elevato e sarebbe ancora più alto se non fosse per effetto delle dinamiche economiche dovute anche alla pandemia.

Come è possibile tutto questo?

Tra chi, come me, si occupa di prevenzione e di formazione, è sempre più evidente la contraddizione che caratterizza la figura del datore di lavoro, da una lato garante della sicurezza dei propri lavoratori e portatore di precisi obblighi giuridici, dall’altro soggetto privo di ogni consapevolezza dei propri obblighi ed estraneo ad ogni processo formativo.

Il datore di lavoro si dirà, non ha bisogno di formarsi in quanto ha a propria disposizione diversi professionisti (Rspp, medico competente) che operano al meglio nell’interesse dell’azienda e quindi della sua integrità giuridica.

Non è proprio cosi.

Un datore datore di lavoro disinformato

  • non conosce oppure sottovaluta i propri obblighi in materia di tutela dei lavoratori;
  • opererà scelte superficiali, scegliendo i propri consulenti in relazione al costo e non al valore della prestazione;
  • resterà sempre più facilmente vittima di consulenti per la sicurezza inadeguati o improvvisati;
  • esporrà maggiorente i propri dipendenti ai rischi lavorativi

Allora, perché non dedicare un po’ di attenzione alla formazione dei datori di lavoro?

Perché non prevedere che ogni datore di lavoro effettui corsi di formazione con contenuti e durata pari a quella dei propri dipendenti ?

Perché non proviamo a distinguere i comportamenti di chi sbaglia per interesse economico e chi, in buona fede per disinformazione?

Le dinamiche del nostro sistema economico, la dimensione e le caratteristiche dell’impresa tipo, il disinteresse alla materia di molti consulenti fiscali e del lavoro, non rendono giustizia ai tanti datori di lavoro che operano anche nell’interesse dei propri dipendenti.

Chi ha dispregio del valore del lavoro continuerà ad operare al di fuori delle leggi, gli altri si riscatteranno e parteciperanno da protagonisti alla tutela della salute e della sicurezza dei propri dipendenti.

Chissà se questo aiuterà tutti noi ad abbattere il numero delle vittime e rendere più civile il nostro Paese

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