Quando si parla di infortuni sul lavoro, una delle domande più frequenti (e più delicate) è…

Emergenze climatiche e sicurezza sul lavoro – modello di gestione
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Emergenze climatiche e sicurezza sul lavoro – modello di gestione
Il 2 luglio 2024, il Ministero del Lavoro e le Parti Sociali hanno sottoscritto un Protocollo Quadro che rappresenta un passo importante nella definizione di misure condivise per la prevenzione e la protezione dei lavoratori dagli effetti negativi del clima estremo. L’emergenza climatica sta rendendo la sicurezza sul lavoro più importante che mai.
Per aiutare quanti sono chiamati ad applicare le indicazioni concordate, propongo un modello di gestione semplice ma efficace, basato sulle indicazioni del Protocollo Quadro e integrabile nella prassi aziendale.
Cosa prevede il Protocollo?
1. Estensione della valutazione dei rischi
L’applicazione dell’art. 28 deve considerare tutti i rischi, compreso il microclima, ovvero le emergenze climatiche, (art. 180), sia negli ambienti esterni sia interni – come fonderie o cucine industriali – dove le temperature possono raggiungere livelli critici
2. Monitoraggio climatico costante
Il datore di lavoro deve monitorare quotidianamente le allerte meteo (ad esempio tramite www.salute.gov.it/caldo) e attivare misure immediate in caso di ondate di calore.
Gli strumenti previsti dal Protocollo
Per affrontare concretamente le emergenze climatiche, il Protocollo promuove azioni coordinate in ambito contrattuale e aziendale. Tra le principali aree di intervento:
- Informazione e formazione mirata dei lavoratori;
- Sorveglianza sanitaria per prevenire i rischi legati al caldo;
- Abbigliamento e DPI adeguati alle condizioni climatiche;
- Riorganizzazione di turni e orari in funzione delle temperature.
Modello operativo per il datore di lavoro: come gestire le emergenze climatiche
Per aiutare quanti sono chiamati ad applicare le indicazioni concordate, propongo un modello di gestione semplice ma efficace, costituito da 4 fasi, basato sulle indicazioni del Protocollo Quadro e integrabile nella prassi aziendale:
Monitoraggio e allerta
- Designare una figura responsabile del monitoraggio meteo (es. RSPP o preposto).
- Verificare quotidianamente i bollettini ufficiali di allerta caldo su salute.gov.it/caldo.
- Predisporre un piano di intervento in caso di livello di rischio 2 o 3.
Valutazione dei rischi e aggiornamento DVR
- Integrare nel DVR i rischi da microclima e temperature estreme (art. 28 e 180 D.Lgs. 81/08).
- Individuare le mansioni esposte (es. lavorazioni all’esterno, mansioni fisicamente impegnative, ambienti non climatizzati).
- Prevedere misure tecniche, organizzative e procedurali.
Misure organizzative e protezione dei lavoratori
- Riorganizzare i turni (es. anticipare le lavorazioni più pesanti).
- Fornire acqua, ombra, DPI e indumenti traspiranti adeguati.
- Predisporre aree di raffrescamento temporanee.
- Informare i lavoratori sulle misure adottate.
Formazione, informazione e sorveglianza
- Realizzare momenti informativi specifici (brevi briefing quotidiani).
- Prevedere formazione su sintomi di colpo di calore, idratazione e comportamenti sicuri.
- Attivare o rafforzare la sorveglianza sanitaria per i lavoratori maggiormente esposti.
Ovviamente la procedura deve essere documentata e sottoscritta dai componenti del servizio di prevenzione e protezione.
Check-list pratica per affrontare le emergenze da caldo estremo
foto di copertina Image by asier_relampagoestudio on Freepik
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