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Formazione, verifica dell’efficacia

FORMATORE
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Verifica dell’efficacia della formazione: come impostarla davvero in azienda

Uno degli aspetti più innovativi (e anche più delicati) introdotti dall’Accordo Stato-Regioni 2025 riguarda la verifica dell’efficacia della formazione durante la prestazione lavorativa.
Non basta più dimostrare che il lavoratore “ha frequentato” o “ha superato il test”: oggi l’attenzione si sposta su come la formazione cambia i comportamenti reali.

L’Inail ha chiarito che la verifica dell’efficacia deve andare oltre l’aula e diventare parte integrante dell’organizzazione aziendale .

Vediamo come impostarla in modo concreto e difendibile.

Chiarire cosa si intende per “efficacia formativa”

Prima di tutto serve un cambio di mentalità.

 Efficacia formativa 

capacità della formazione di produrre comportamenti sicuri e competenze applicate sul luogo di lavoro.

Non si valuta:

  • la qualità delle slide
  • la simpatia del docente
  • il voto del test finale

Si valuta:

  • se le procedure vengono rispettate
  • se i DPI vengono usati correttamente
  • se diminuiscono errori, incidenti e non conformità

Separare due livelli di verifica (fondamentale)

L’Accordo distingue chiaramente:

Verifica dell’apprendimento

  • test scritti
  • colloqui
  • simulazioni

serve a dimostrare che il contenuto è stato compreso

Verifica dell’efficacia

  • osservazione sul lavoro
  • analisi dati aziendali
  • feedback strutturati

serve a dimostrare che il contenuto viene applicato

La verifica dell’efficacia è responsabilità diretta dell’azienda, non del formatore.

Quando fare la verifica dell’efficacia

Errore tipico: farla “ nell’immediatezza del corso”.

In realtà va pianificata:

  • a distanza di tempo, indicativamente dopo 1–3 mesi
  • quando il lavoratore ha avuto modo di applicare ciò che ha imparato

la verifica dell’efficacia non è un evento, ma un processo.

Gli strumenti previsti (e consigliati)

L’Accordo indica chiaramente quali strumenti utilizzare. Vediamoli uno per uno, in chiave pratica.

Check list di osservazione sul lavoro

È lo strumento più importante.

Cosa verificare:

  • uso corretto dei DPI
  • rispetto delle procedure
  • postura, gesti, sequenze operative
  • comportamenti a rischio

Chi osserva:

  • preposto
  • dirigente
  • RSPP
  • datore di lavoro (anche a campione)

Regola d’oro:
la check list deve essere coerente con i contenuti del corso.

Se ad esempio nel corso si è parlato di:

rischio chimico → etichettatura, stoccaggio, DPI
lavoro in quota → accessi, ancoraggi, comportamento

allora la check list deve riflettere esattamente questi aspetti.

Analisi degli eventi infortunistici e dei near miss

Altro punto centrale.

La formazione è efficace se:

  • diminuiscono gli infortuni
  • diminuiscono i mancati infortuni
  • diminuiscono le non conformità operative
  • i lavoratori dimostrano consapevolezza

Non serve aspettare grandi numeri:
anche un singolo evento può indicare che la formazione non ha prodotto l’effetto atteso.

In pratica:

  • confronta i dati prima e dopo la formazione
  • verifica se gli eventi riguardano rischi già trattati in aula

Questionari ai lavoratori

Non i classici “questionari di gradimento”.

Qui si parla di:

  • percezione del rischio
  • chiarezza delle procedure
  • difficoltà operative reali

Esempi di domande utili:

  • “Riesci ad applicare facilmente quanto appreso?”
  • “Ci sono ostacoli organizzativi che ti impediscono di lavorare in sicurezza?”
  • “Quali aspetti andrebbero chiariti o approfonditi?”

Ottimo strumento anche per individuare problemi organizzativi, non solo formativi.

Collegare la verifica dell’efficacia al DVR

Questo è un passaggio spesso dimenticato, ma strategico.
I risultati della verifica dell’efficacia devono:

  • alimentare il DVR
  • portare a eventuali aggiornamenti di:
    • misure di prevenzione
    • procedure
    • programmi formativi

Se emergono comportamenti non sicuri ricorrenti: non è (solo) un problema del lavoratore può essere un problema di organizzazione del lavoro

Documentare tutto (aspetto difensivo)

La verifica dell’efficacia deve essere tracciabile.

Documenti da conservare:

  • check list compilate
  • report di osservazione
  • analisi dati
  • azioni correttive pianificate
  • eventuali aggiornamenti formativi

In caso di controllo o infortunio, questa documentazione dimostra che:

  • l’azienda ha vigilato e verificato
  • la formazione non è stata “formale”

l ruolo chiave di preposti e dirigenti

Senza preposti e dirigenti coinvolti, la verifica dell’efficacia non funziona.

Sono loro che:

  • vedono il lavoro reale
  • osservano i comportamenti
  • intercettano le criticità quotidiane

La formazione diventa efficace solo se è integrata nella gestione quotidiana del lavoro.

In sintesi

Con l’Accordo Stato-Regioni 2025 la formazione:

  • non finisce con l’attestato
  • entra nei reparti, nei cantieri, negli uffici
  • diventa parte del sistema di prevenzione

La verifica dell’efficacia non è un adempimento in più, ma uno strumento potente per migliorare davvero la sicurezza.

Concludendo

Se hai bisogno di una check List per la verifica dell’efficacia della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro scrivi a paolo.varesi@gmail.com

Se hai bisogno di organizzare, erogare la formazione o approfondire i contenuti di questo post scrivi a paolo.varesi@gmail.com

Grazie a Aifes Formazione per gli strumenti me mi mette a disposizione

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